Enna. Il 12 ottobre u.s., presso i
locali dell’ex convento carmelitano, in un clima accogliente, la Fraternita di
Enna ha celebrato il Capitolo elettivo.
Presiedono l’evento l’assistente
zonale, fr. Vincenzo Boschetto e il vicepresidente di zona Mario Pavone. Dopo la
preghiera e l’introduzione da parte di fr. Vincenzo e dell’assistente locale,
Don Filippo Marotta, si sono svolte le elezioni.
Vengono
eletti canonicamente: Presidente Rita Mangione Basile, 1° Consigliere Angelo
Martinez, 2° Consigliere Concetta Bonasera, 3° Consigliere Elvira Bruna, 4°
Consigliere Elena Di Cataldo.
Gli
auguri ai neo eletti per un proficuo servizio.
Niscemi (CL). Il 19 ottobre u.s.,
presso la chiesa dell’Addolorata, si è svolto il capitolo elettivo per il
Sodalizio carmelitano locale. Presiedono l’assistente zonale, fr. Vincenzo
Boschetto e il vicepresidente di zona Mario Pavone. Presente anche l’assistente
locale, Don Massimo Ingegnoso.
Dopo
la preghiera e la lettura delle norme per lo svolgimento del capitolo, si sono
svolte le elezioni.
Vengono
eletti canonicamente: Presidente Ragusa Salvatrice, 1° Consigliere Spinello
Maria, 2° Consigliere Novello Filippo.
Gli
auguri ai neo eletti perché possano svolgere al meglio il loro servizio.
Palestrina (RM). Il giorno 20 ottobre alle ore 16 si è tenuto il
Capitolo elettivo della fraternita di Palestrina, alla presenza dell'
assistente zonale del Lazio padre Giovanni Grosso, che ha presieduto, della
moderatrice zonale Luciana Levato , della segretaria zonale Loredana Cecchini e
dell'Assistente locale don Enrico Pinci. Dopo aver recitato la sequenza allo
Spirito Santo si è passato alla elezione della moderatrice locale. È stata
rieletta, a pieni voti, la consorella Silvia Franciosi che ha accettato di
espletare questo secondo mandato. Sono risultate elette in qualità di
Consigliere le consorelle:Maria Carmine Vannelli, prima consigliera e vice
moderatrice, Rita Giordani, seconda consigliera, Giuseppina Giordani, terza
consigliera e Raffaella Fratello, quarta consigliera. Il tutto si è svolto in
un clima di serenità e gioia. Alle votazioni è seguito un momento conviviale di
agape fraterna.
Al nuovo Consiglio auguriamo un
buon lavoro per il nuovo triennio.
ROMA. AMMISSIONI E PROFESSIONI
Sabato 26 ottobre nella Fraternita
di Santa Maria in Traspontina in Roma si sono svolti i riti di ammissione e di
prime professioni. Sono state ammesse al noviziato le signore Mieli Maria
Assunta e Perna Adelaide durante la tornata del giorno. I coniugi novizi
Angotti Fiorella e Pappalardo Angelo hanno effettuato la professione
temporanea, nelle mani dell'assistente locale padre Carlo Grosso, che ha
presieduto, durante la celebrazione Eucaristica vespertina, concelebrata dal
parroco di Traspontina padre Massimo Brogi e da padre Vincenzo Taraborelli. I
due novizi erano assistiti dalla presidente locale Elisabetta Mercanti, che li
ha presentati, e dalla presidente zonale Luciana Levato. Auguriamo a tutti e
quattro una serena continuazione di cammino sotto il manto di Maria del Carmelo
e la guida dello Spirito Santo e di Sant'Elia profeta
SCHEDA MENSILE VERSO LA SANTA MONTAGNA
Dal primo pellegrinare di Abramo verso una terra
che il Signore gli avrebbe mostrato fino ai pellegrinaggi dei nostri giorni si
nota un incessante e incantevole esprimersi dell'animo umano nel tendere verso
una meta.
Il cristianesimo ha una sua peculiare
interpretazione del pellegrinaggio. Esso è legato, in primo luogo, a un
santuario. Come esprime il termine stesso, è uno spazio sacro delimitato che lo
rende diverso da ogni altro luogo. Etimologicamente peregrinus indica colui che attraversa i campi o le frontiere.
Anche i nostri primi carmelitani erano pellegrini. Ognuno di loro ha
attraversato qualcosa per poter seguire Cristo. Infatti, non esiste vero
pellegrinaggio che non sia finalizzato a Cristo e all'acquisizione di virtù che
conformano a Cristo, attraverso l'unzione plasmatrice dello Spirito Santo.
Riflettere sul senso del pellegrinaggio con la
scheda di questo mese, deve permettere a ciascuno di noi di attraversare i vari
ostacoli della vita, aiutati dallo Spirito Santo, per seguire Cristo, valico di
ogni frontiera.
Carissimi,dopo la pausa estiva riprendiamo il nostro "cammino insieme".
Quest'anno lo faremo in compagnia di due "Angeli" carmelitani: Sant'Angelo di Licata e il Beato Angelo Paoli.
Due ricorrenze importanti che tutto l'Ordine vuole celebrare al meglio:gli ottocento anni dal martirio a Licata (Agrigento) di Sant'Angelo e i trecento anni dalla morte a Roma del Beato Angelo Paoli.
In allegato trovate: a) la scheda formativa preparata anche quest'anno dal nostro P.Provinciale Roberto Toni in collaborazione con una nostra giovane sorella del TOC di Licata, Viviana Giglia;
b)una lettera di accompagnamento che spiega il motivo del tema che svilupperemo quest'anno;
c)una stesura sintetica della vita del martire,e a seguire,la descrizione analitica dei fatti che hanno contraddistinto la storia del martire carmelitano.
Quindi oltre la scheda da approfondire e studiare nel proprio gruppo (nove temi di ampio respiro e tutti collegati tra loro), avremo delle schede tematiche che ci consentiranno di conoscere meglio le virtù e il carisma del santo il cui culto si diffuse dopo la sua morte non solo in Sicilia ma in tutto il mondo carmelitano.
Un grazie a Giuseppe Caci del TOC di Licata che curerà le schede del Martire Angelo di Licata e a Silvio per la grafica della scheda
Iniziamo miei cari confratelli e consorelle a goderci il nuovo anno serenamente all'insegna di quella comunione fraterna che da sempre ci contraddistingue...e perchè no, impegnandoci ad essere più santi così come ci ricorda Papa Francesco.
Buon cammino!
Fraternamente
Michele Bonanno
LAZIO. ESERCIZI SPIRITUALI AI TOC
Dal
pomeriggio del 5 fino al pranzo di domenica 8 settembre il TOC del Lazio ha
effettuato i primi esercizi spirituali della zona, sotto la magistrale
direzione dell' assistente spirituale zonale padre Giovanni Grosso, presso la
casa Foyer de Charité di Ronciglione in provincia di Viterbo. I focolari della
Carità sono ispirati dalla mistica francese “Marthe Robin” che passò la maggior
parte della vita costretta da una malattia a letto e che per 50 anni si cibo'
solo dell' eucarestia. Ella è molto legata al Carmelo perché le apparse santa
Teresa del Bambin Gesù e del volto Santo per darle la missione di continuare il
suo cammino. Le 17 terziarie che hanno stazionato in accoglienti camere singole
e sono state raggiunte in alcuni giorni da altri terziari, sono rimaste
entusiaste della struttura e del suo circondario, ma soprattutto della calorosa
accoglienza da parte di suor Pascal e gli altri membri e da Don Pierrick Rio,
nonché delle coinvolgenti spiegazioni di padre Giovanni delle beatitudini
riportate nei Vangeli di Marco e Luca. Il TOC ha vissuto momenti di
condivisione con Don Pierrick e gli altri il sabato pomeriggio con adorazione,
vespri cantati e rosario e la domenica mattina con la messa a cui hanno
partecipato alcuni fedeli della zona. Il forte entusiasmo insieme al
ringraziamento a padre Giovanni, per le esaurienti catechesi e, soprattutto,
per la pazienza egregiamente dimostrata ci hanno indotto a ripetere anche per
2020 questa bellissima esperienza.
Luciana
SICILIA. CONVEGNO ANNUALE DEI TOC
Dal 6 all’ 8 settembre, presso l’oasi francescana
Madonnina del lago di Pergusa (EN), anche se una buona parte era assente, si
sono ritrovati le Fraternite della Sicilia, per vivere questo impegno così
importante per la vita comunitaria dei terziari. I presenti sono stati guidati
a riflettere sul tema: La santità: il cammino di una vita.
Ognuno ha potuto cogliere che santità, più che con
lo straordinario, ha a che fare con la vita ordinaria: vivere le cose ordinarie
in modo straordinario; compiere le cose ordinarie con un amore straordinario.
Essa, infatti, coincide, con la carità e l’amore.
Il cammino della santità è un cammino che uno
sceglie personalmente ma poi vive in comunità, in cordata con gli altri
fratelli e sorelle. Quindi non è espressione di un singolo ma di una comunità, e
in quanto tale, la santità passa dalla fraternità.
Oggi, più che mai, la fraternità appare come
un’utopia, forse dimentichiamo che la santità ha una forte tentazione tra il
desiderio di Gesù e quello nostro che spesso vuol far prevalere la legge del
proprio io.
Questa sintesi di pensiero è stata sviluppata dal
Priore provinciale p. Roberto Toni, dall’Assistente provinciale p. Nino
Mascali, dalla Presidente zonale Pina Spanò e dal Presidente provinciale
Michele Bonanno.
A conclusione, i convegnisti, su richiesta, si sono
recati a Enna, presso la chiesa del Carmine, per celebrare con la realtà locale
l’Eucarestia e darsi appuntamento al prossimo anno.
CRISTINA BETTI: UNA TERZIARIA ALL’INSEGNA DELLA SANTITÀ
Durante questo periodo estivo, molte le email che
sono arrivate per raccontare la festa del Carmine, accompagnati anche da saluti
che qui uniamo in un unico abbraccio. Però, c’è ne una in particolare che
presta la nostra attenzione e che desideriamo comunicare: la morte di una mamma
45enne: Cristina Betti, terziaria carmelitana.
Di lei non abbiamo dati biografici per poterla
descrivere meglio ma quelle pochissime raccolte le mettiamo a disposizione,
insieme a una sua testimonianza (in allegato).
La Betti dai social viene ricordata come: «una
mamma splendida Cristina. Una moglie splendida. Una donna splendida che ha
costruito una famiglia splendida». Nel 2013 è stata colpita dalla SLA (sclerosi
laterale amiotrofica), ribattezzata da lei “Somma Lode all’Altissimo”, «eppure
è rimasto tutto splendido. Lei, i suoi tre figli, suo marito, la tribù di
parenti e amici. Con la caparbietà e la dignità di una leonessa, Cristina si é
giocata fino all’ultimo secondo la vita. Per vivere, non per sopravvivere»
(Forlì Today, 17 luglio).
Di lei il parroco di Roncadello, Don Nino Nicotra,
racconta: «Ho visto il decorso progressivo della malattia che l’ha portata nell’ultimo
anno e mezzo alla totale immobilità. Mi ha sempre stupito la sua fede granitica
e ammirevole: amava la vita e voleva vivere, chiedeva al Signore la guarigione
ma nello stesso tempo viveva la malattia con grande spirito di offerta e
fiducia». «Amava la Chiesa – continua il parroco – ed era molto grata di aver
ricevuto più volte la visita dei vescovi, prima di mons. Lino Pizzi e poi di
mons. Livio Corazza. Aveva anche un grande senso della comunità: quando andavo
a trovarla, prima ancora che potessi chiederle come stava, era lei che
domandava della vita della parrocchia, dove era stata anche catechista, delle
novità di Roncadello e della Casa della Speranza di Malmissole per i detenuti a
fine pena. Quando poi si accorgeva che facevamo delle chiacchiere inutili ci
fermava, ci invitava a far silenzio e a pregare».
La santità di Cristina era condivisa, chi la
frequentava dice: “andare da lei era come frequentare Gesù”.
A chi la conosciuta, a chi la sta conoscendo
attraverso queste poche parole possiamo dire che ci sta un’altra santa in
Paradiso, una serva buona e fedele che ha ricevuto la giusta ricompensa con cui
rimaniamo legati attraverso la comunione dei santi, sempre pronta ad indicarci
la strada verso il Paradiso.
Il giorno 25 maggio
2019, la fraternità di Rimini si è riunita per celebrare, presso la parrocchia
San Giovanni Battista, il capitolo elettivo.
Dopo la preghiera e
l’invocazione allo Spirito Santo, sono seguite le votazioni canoniche.
Vengono eletti: Villa Agnese
moderatrice, Macrelli Maria Pia prima consigliera e Guerra Loredana seconda
consigliera.
Da questa Redazione ai
neo eletti i nostri fervidi auguri per un buon servizio nella vigna del Signore.
TRAPANI. RITIRO SPIRITUALE DEL TOC
Come recita il salmo
che celebra la gioia dell'unità delle dodici tribù di Israele, espressa da un
pellegrinaggio annuale a Gerusalemme, anche noi terziari, e qualche
simpatizzante,domenica 16 giugno
abbiamo gustato nella letizia, di cui parla la scrittura, la consapevolezza che
si é chiamati da Dio in Cristo a formare una sola famiglia.
È chiaro come questi
momenti sono dono che il Signore ci fa’ per arrivare a Lui, vera origine di
ogni bene, andando verso l'altro, creando sentimenti di amicizia e Fraternita.
Questo giorno vissuto insieme è stato come un itinerario; siamo stati presi per
mano e condotti attraverso diverse tappe, in un clima sereno e leale di
amicizia che fortifica la fede, sulla cima del monte Erice.
Fin dal primo momento
abbiamo sentito il calore del ritrovarci insieme e accolti, con saluti,
abbracci e sorrisi; anche il momento del caffè è diventato motivo di gioia.
Trasferiti nella
chiesetta di San Francesco di Paola, abbiamo iniziato la nostra giornata di
ritiro, recitando i salmi dell'ora media.
La meditazione ci è
stata offerta da P. Giuseppe Basile, nostro assistente spirituale, che ha avuto
come tema: “Maria, donna delle Beatitudini”. Prendendo le mosse da quanto
afferma il Catechismo della Chiesa Cattolica al n. 1717, ci ha ricordato che
“le Beatitudini dipingono il volto di Gesù Cristo e ne descrivono la carità”; esse,
però, nello stesso tempo, esprimono “la vocazione dei fedeli associati alla
gloria della sua passione e della sua risurrezione e illuminano le azioni e le
disposizioni caratteristiche della vita cristiana”.
Le Beatitudini sono
anche le “promesse paradossali che, nelle tribolazioni, sorreggono la speranza
e annunziano le benedizioni e le ricompense già oscuramente anticipate” a
coloro che seguono Cristo. Tra i fedeli discepoli del Signore primeggia la
Vergine Maria, a cui, più che ad ogni altra santa creatura, si addice il titolo
di “Donna delle Beatitudini”. Infatti, nei pochi versetti evangelici che ci
parlano della Madre del Redentore, l’appellativo “Beata” è usato solo da Luca,
ma esso, significativamente, ricorre per tre volte: Maria è dunque Beatissima
perché ha raggiunto, già su questa terra, quella beatitudine che ci attende
tutti nella patria celeste.
Credo comunque che il
momento più bello e commovente sia stato quello della celebrazione eucaristica,
dove tutto è stato presentato a Cristo Gesù, nell'ascolto della Sua Parola e
nello spezzare il pane. Un regalo straordinario è stato prendere noi stessi il
pane spezzato e fare Comunione insieme, nello stesso momento, bevendo allo
stesso calice. Con questa gioia nel cuore abbiamo condiviso il pasto insieme,in
armonia, quellache serve per poter
nutrire lo spirito di fraternità e che si addice in particolare ai Carmelitani.
È stato come se Maria, la madre nostra e sorella, ci abbia chiamati attraendoci
in disparte, proprio come i primi fratelli del monte Carmelo, per poter fare
esperienza della bellezza della comunità a cui siamo stati chiamati.
A chiudere l'intera
giornata è stata la presidente Pina Spanò che, aprendo il suo cuore, come
spesso fa, ha parlato della fine del suo incarico, confidandoci quanto siano
stati importanti per lei questi anni. Sono stati anni pieni di difficoltà e
anche di qualche amarezza, ma anche anni di grazia di cui il Signore l’ha
riempita. Lascia il TOC di Trapani piena di gioia per le meraviglie che il
Signore ha operato nel nostro sodalizio e in ciascuno di noi.
Lei ha vissuto questi
anni consapevole della sua chiamata e anche noi sappiamo che è stato Gesù a
donarcela, è stato lui a chiamarla in questi anni per portare avantiuna missione che per grazia di Dio e per la sua
tenacia, ha dato i suoi frutti. Ma la missione di Pina non finisce qui, le sue
energie saranno spese come presidente zonale, ad essere sale e lievito per i
TOC della Sicilia.
Lasciandoci contenti,
siamo certi che il nostro impegno sarà quello di pregare l'uno per l'altro,
come dice San Giacomo "Pregate gli uni per gli altri per essere
guariti". (Gc 5,16).
ACIREALE. RITIRO
CONCLUSIVO E PROFESSIONE NEL TOC
Il mese di giugno, un po’ per tutti è servito per ritrovarsi e fare il
punto della situazione. La Fraternita acese, il 22 giugno, si è ritrovata con
il proprio Assistente al Santuario della Madonna della Vena per una giornata
all’insegna della fraternità, di verifica e di riflessione.
Il 1 luglio, all’inizio della solenne quindicina in preparazione alla festa
della Madonna del Carmelo, nella Celebrazione Eucaristica presieduta dal
parroco Don Salvatore Garozzo, hanno emesso la loro professione nel TOC: Sciuto
Rosaria (professione perpetua) e Clara Marziano (professione temporanea).
La professione è stata ricevuta dall’assistente di zona fr. Vincenzo
Boschetto.
Al termine della celebrazione, una foto ricordo e un momento
conviviale ha coronato la gioia dello stare insieme.
CONOSCIAMO I NOSTRI
SANTI: BEATA GIOVANNA SCOPELLI
La beata Giovanna nacque a Reggio Emilia nel 1428, vestì, mentre
viveva ancora in famiglia, l’abito carmelitano. Morti i genitori, con l’eredità
fondò un monastero di monache carmelitane della Congregazione Mantovana,
incominciato nel 1485 sotto il titolo di Santa Maria del Popolo, per il quale
Fra Angelo da Genova, confessore della Beata, scrisse le Costituzioni.
Vari furono i fatti straordinari che si attribuirono alla Beata;
grande fu la sua devozione alla Madonna, verso la quale iniziò una particolare
devozione, da lei chiamata «Camicia della Madonna», consistente nella recita di
15.000 Ave Maria, con una Salve Regina intercalata ogni 100, ed alla fine 7
volte l’Ave Maris Stella.
Nelle vigilie delle festività della Madonna recitava 1000 Ave Maria.
La «Camicia» si recitava ancora nel monastero nel 1773. Morì a Reggio Emilia
nel 1491. Il culto fu approvato da Clemente XIV nel 1771. La festa si celebra
il 9 luglio.
PREGHIERA (dalla
liturgia del 9 Luglio)
Donaci, Signore Dio nostro, la fiamma di carità che ispirò la beata
Giovanna, sposa fedele del tuo Figlio, a radunare una famiglia di vergini a te
consacrate, a gloria perenne del Cristo e della Chiesa. Per Cristo nostro
Signore. Amen.
SOSPENSIONE INVIO NOTIZIE
Con quest’invio, ci prendiamo uno stop, per il periodo estivo, nell’inviare
il notiziario del TOC.
Ci prepariamo a vivere la festa della Madonna del
Carmelo. In diverse realtà hanno iniziato, come da antica tradizione, con la
quindicina altri inizieranno con la novena.
Qualcuno ha già inviato auguri che
a nome di tutti ricambiamo. A tutti una buona preparazione perché sia un
momento di grazia e non di devozione, un momento di trasformazione del cuore e
non di stasi che genera morte.
Che il Signore, per intercessione della Beata Vergine Maria del Monte
Carmelo benedica voi e le vostre famiglie!
L'evento nella notte
tra sabato 1 e domenica 2 giugno è stato una prima assoluta per l'Italia, un
incontro di spiritualità legato all'esperienza comunitaria e all'accoglienza,
un'occasione per accendere una luce sui Santuari che sono rimasti aperti fino a
tarda notte. Nella nostra Messina l'iniziativa ne ha visti partecipi cinque tra
cui S. Maria del Carmine.
La sera del sabato,
alle 21,30 la comunità parrocchiale, guidata dal parroco don Gianfranco
Centorrino e accompagnata da un buon numero di componenti della Fraternita del
TOC, si è radunata sul sagrato della chiesa dello Spirito Santo dove, insieme a
quella del Santuario di S. Antonio, guidata dal rettore padre Mario Magro, ha partecipato
alla benedizione del fuoco.
Dopo aver acceso le
proprie candele, le due comunità, in due distinte processioni, si sono avviate
ognuna verso il proprio Santuario.
Il TOC, nella persona
della priora Adriana Impalà, ha avuto il privilegio di portare la lampada
accesa, simboleggiante Cristo, fino all'ingresso del Santuario dove è rimasta
tutta la notte.
Prima di aprire la
porta, il Parroco ha pregato con queste parole: «O Padre, dona ai tuoi fedeli
che varcano questa porta di essere accolti alla tua presenza e di sperimentare
Te attraverso la luce del tuo Figlio».
All'interno poi, si è
svolta una visita guidata alla cantoria e una mostra sull'organo Tamburini,
seguite dalla conferenza-concerto a cura del coro polifonico “Luca Marenzio” e
dei relatori dott. Franz Riccobono e dott. Marco Grassi, ai quali è stata
consegnata una targa ricordo.
L'Adorazione
Eucaristica, animata dal coro parrocchiale “Luigi Lazzaro”, ha concluso
l'incontro.
M.Cacopardi - T.O.C. Messina
MESSINA. RITIRO
SPIRITUALE A CONCLUSIONE DELL’ANNO PASTORALE
Nella splendida cornice del seminario arcivescovile di Messina,
durante il ritiro spirituale tenuto mercoledì 12 giugno, la nostra Fraternita
ha concluso l'anno sociale 2018/2019 accompagnata dell'assistente spirituale,
don Gianfranco Centorrino.
Ha guidato tutta la giornata, con una catechesi sulle beatitudini
lette in chiave carmelitana, don Fosco Nicoletti, assistente spiritualedel seminario.
L’assistente don Gianfranco, ha celebrato il rito di ammissione al
noviziato di due consorelle: Cristina Albertini e Francesca Ruggeri, entrambi
felici di entrare a far parte della grande famiglia carmelitana.
Dopo la S.Messa ci siamo riuniti a condividere il pranzo e, di
seguito, abbiamo visitato il museo diocesano, dove sono raccolte antiche opere
d'arte.
A conclusione della giornata, ci siamo salutati con la promessa di
seguire il nostro cammino con sempre maggiore entusiasmo ed impegno.
BIANCAVILLA (CT).
PROFESSIONE TEMPORANEA NEL TERZ’ORDINE
Il 19 giugno 2019, dopo anni di cammino, in un clima di gioia e di
festa, la realtà di Biancavilla, con la grazia del Signore, ha realizzato il suo
“grande sogno”: la professione nel Terz’Ordine Carmelitano. Diciotto fedeli,
tra uomini e donne, hanno emesso la loro prima professione nelle mani di fr.
Vincenzo Boschetto, assistente zonale della Sicilia orientale.
Presenti alcune terziarie di S. Maria
di Licodia (CT) e alcune di Acirealeinsieme al Vicepresidente zonale
Mario Pavone e il Presidente Provinciale Michele Bonanno, il quale ha portato i
saluti dell’Assistente provinciale p. Antonino Mascali.
Ha presieduto l’Eucarestia p. Francesco Collodoro, che per un lungo
periodo ha curato il gruppo, insieme al parroco don Antonino Tomasello e don
Gianbattista Zappalà.
Durante l’omelia l’Assistente ha invitato a «saper dare gusto alle
cose che facciamo e diciamo in particolare nell’amore, nell’abitudine di stare
con Dio e nell’ascesi per essere veri testimoni della presenza di Dio nel mondo».
Ma non finisce qui. Il gruppo dei neo terziari è in attesa di poter
erigere a Biancavilla un Terz’Ordine. Ci auguriamo che presto anche questo
desiderio venga portato a termine. Attualmente faranno capo alla Fraternita di
S. Maria di Licodia (CT) la quale, nella persona della Presidente Franca
Indaco, ha dato gioiosamente il benvenuto nel Sodalizio per il bene della
Chiesa.
A tutti il nostro più grande augurio con la benedizione del Signore.
Il 24 aprile scorso la Fraternita di san Martino ai Monti di Roma è
stata allietata dalla professione temporanea della signora Carmelina Ciaccio.
Ha presieduto l'Eucarestia, durante la quale la consorella ha chiesto di poter
assumere pubblicamente l'impegno di vivere e testimoniare il Vangelo nella
Fraternita, secondo la Regola, l'assistente locale padre Carlo Cicconetti.
Alla cerimonia ha fatto seguito un felice momento di agape fraterna.
Alla consorella Carmelina e a tutta la Fraternita auguriamo una buona
prosecuzione di cammino sotto il manto della nostra sorella e madre Maria del
Carmelo.
Luciana Levato
INCONTRO DEI
PRESIDENTI DEL TOC DELLA SICILIA
Dal 25 al 26 Maggio si è tenuto un incontro, programmato da tempo, per
tutti i presidenti del TOC della Sicilia. Ci ha accolto la comunità dei frati
carmelitani di Barcellona Pozzo di Gotto.
Si è voluta fare questa prima esperienza per conoscere le realtà dei
vari sodalizi, condividere idee, esperienze, difficoltà e cercare nuove vie,
nuove strategie per migliorarci.
Non possiamo disconoscere che le nostre comunità, per evitare di
assopirsi nello spirito del Carmelo, hanno sempre bisogno di nuova linfa che le
rigeneri e dia loro nuovo slancio.
La risposta ad aderire a questa nuova iniziativa è stata scarsa, quasi
deludente; pochi hanno risposto a questa chiamata, e tra i presenti c’era anche
il Presidente Provinciale del TOC Michele Bonanno, e per tutti è stata
un’esperienza molto positiva. In questi pochi giorni abbiamo fatto un “bagno”
di spiritualità carmelitana, sperimentando il senso dell’accoglienza e della
fraternità.
Nel pomeriggio di sabato p. Aurelio Antista ci ha donato la sua
meditazione sulle “Beatitudini” facendo riferimento all’esortazione Apostolica
“Gaudete et exultate” di papa Francesco, evidenziando come tutti i suoi
documenti hanno una nota comune che è la “gioia” e che dovrà essere anche di
ogni cristiano. Ha sottolineato, ancora, come le “Beatitudini” non sono
un’ideologia, non sono un’utopia o una dottrina spirituale. Gesù le ha dette
per rivelare la sua esperienza umana sulla quale ha trovato la felicità. Lui le
ha vissute per primo e ha trovato in esse “gioia e pienezza di senso” per la
sua vita. Le propone a noi come stiledi
vita ea tutti i suoi discepoli.
Dopo le sagge parole di p. Aurelio, ci siamo riuniti per riflettere
sulla Parola ascoltata e condividere le risonanze che ha suscitato nella mente
e nel cuore. Abbiamo assunto, in questi pochi giorni di permanenza, lo stile di
vita dei frati, ritmato dal silenzio, dalla preghiera, dalla gestione dei vari
servizi e dalla condivisione dei pasti nella gioia.
La domenica, dopo la celebrazione dell’Eucarestia, i presidenti si
sono riuniti per un dialogo fraterno. In quel contesto sono state proposte
delle linee-guida per poter fare un cammino insieme. Diversi gli interventi
anche sulla celebrazione degli 800 anni del martirio di sant’Angelo di Licata.
Quest’ultimo sia l’occasione per riscoprire le radici del nostro Ordine. Per la
programmazione dettagliata del
nuovo anno, rivedremo insieme tutto quanto, al Congresso che si terrà
nel mese di Settembre a Pergusa.
Nella preghiera abbiamo ricordato gli assenti che non hanno potuto
godere di questa esperienza che speriamo poter ripetere. Ci siamo lasciati col
cuore pieno di gioia e anche con un po’ di commozione, ringraziando il Signore
e la nostra Vergine Maria che ci hanno guidato in questi giorni.
RICORDIAMO NELLA
PREGHIERA I NOSTRI DEFUNTI
Da Vetralla: Il
terziario della nostra Fraternita, Aldo Fiordalisi, è tornato alla Casa del
Padre. In tutti noi, che abbiamo pregato e trepidato per lui nei giorni di
sofferenza, ha lasciato un grande vuoto, ma anche un' autentica testimonianza
di fede vissuta nella famiglia, nella Parrocchia, nella Chiesa.
Riposi in pace!
Loredana Cecchini
Da Roma:
Ricordiamo il p.Bruno Secondin. In questi giorni in tanti abbiamo pregato per
lui riconoscendo la grave perdita per la Chiesa e per l’Ordine Carmelitano.
Lo ricordiamo qui come il servo buono e fedele, amante della Parola e
del Carmelo. Il Signore gli dia la giusta ricompensa. Riposi in pace!
CONOSCIAMO I NOSTRI
SANTI: BEATO ILARIONE JANUSZEWSKI, SACERDOTE E MARTIRE
P. Ilarione Januszewski nacque l'11 giungo 1907 a Krajenki (Polonia) e
fu dato il nome di Pawel. Fu educato cristianamente dai suoi genitori Martin e
Marianne. Dopo aver frequentato il collegio di Greblin (dove la sua famiglia
risiedeva dal 1915), continuò i suoi studi nell'Istituto di Suchary che
abbandonò più tardi per problemi economici familiari. Nel frattempo la sua
famiglia si trasferì a Cracovia, dove conseguì altri studi e nel 1927 entrò
nell'Ordine Carmelitano. Dopo aver compiuto il noviziato a Leopoli, il 30
dicembre 1928, emise la professione semplice. Alla fine degli studi filosofici
a Cracovia, fu inviato al Collegio Internazionale Sant'Alberto a Roma. Fu
ordinato sacerdote il 15 luglio 1934. Avendo ottenuto il lettorato in teologia
e il premio destinato agli studenti più bravi dell'Accademia Romana di S.
Tommaso, nel 1935 ritornò in Polonia nel convento di Cracovia.
Appena ritornato in Polonia venne nominato professore di Teologia
Dogmatica e della Storia della Chiesa nell'istituto della Provincia Polacca a
Cracovia. Il 1 novembre 1939, P. Eliseo Sánchez-Paredes, Provinciale, lo nominò
priore della comunità. A quel tempo, da poche settimane, la Polonia era
occupata dai tedeschi. Un anno dopo, gli invasori decretarono l'arresto di
numerosi religiosi e sacerdoti. Il 18 settembre 1940, dal Carmelo di Cracovia,
furono deportati dalla gestapo quattro frati. Nel mese di dicembre, all'arresto
di altri frati, P. Ilarione decise di consegnarsi in cambio di un frate più
anziano e malato. Da quel giorno incominciò il suo calvario. Venne inviato
nella prigione di Montelupi (Cracovia), nel campo di concentramento di
Sachsenchausen e nell'aprile 1941 nel campo di concentramento di Dachau. Là fu
un esempio di vita di preghiera, incoraggiando gli altri e suscitando fiducia
in un domani migliore. Insieme agli altri Carmelitani, fra i quali il beato
Tito Brandsma, si radunava spesso per la preghiera. Nel frattempo, nel campo di
concentramento, nella baracca 25, dilagava il tifo. Per assistere i malati si presentarono
alle autorità del campo 32 sacerdoti. Un paio di giorni dopo si associò
spontaneamente il P. Ilarione Januszewski. Il suo apostolato durò 21 giorni,
perché infettato dal tifo, morì il 25 marzo 1945, pochi giorni prima dalla
liberazione del campo di concentramento. Il suo corpo fu bruciato nel
crematorio campestre di Dachau.
P. Ilarione Januszewski è stato beatificato da Giovanni Paolo II il 13
giugno 1999, durante il suo viaggio apostolico a Varsavia (Polonia). In questa
occasione il Papa ha beatificato 108 martiri polacchi della seconda guerra
mondiale, vittime della persecuzione nazista.
O Dio, onnipotente ed eterno, che al tuo beato martire Ilario hai dato
la forza di sostenere fino all’ultimo la pacifica battaglia della fede, concedi
anche a noi di affrontare, per tuo amore, ogni avversità, e di camminare con
entusiasmo incontro a te, che sei la vera vita. Per Cristo nostro Signore. Amen.
CAPPELLANIA
OSPEDALIERA “S.PERTINI”
In allegato, “Il Quadrifoglio”, notiziario della Cappellania
Ospedaliera del Pertini di Roma. Per chi fosse interessato, prenda visione e se
si trova nelle vicinanze può prendere parte alle varie iniziative. per aprire e scaricare "Il quadrifoglio", cliccare sul pulsante sottostante
Trascorso il mese di maggio consacrato a Maria, l’imitazione di Lei
continui ad essere il nostro impegno.
Il Mistero della Chiesa, messo in nuova luce dal Concilio Vaticano II,
non può essere compreso, se non dirigiamo la nostra attenzione a quell’eterno
amore del Verbo Incarnato, di cui è splendido simbolo il suo Cuore trafitto. La
Chiesa infatti è uscita dal Cuore del Redentore e da lì essa riceve alimento.
È dunque una spiritualità, che riassume il mistero della Chiesa, nata
dal Cuore del Figlio di Dio, e il mistero essenziale del Cristo, cioè il
mistero pasquale; è insomma la professione pratica di tutto il cristianesimo,
giacché, in sostanza la devozione al Cuore di Gesù non è che il culto
dell’amore che Dio ha per noi in Cristo ed è insieme la pratica del nostro
amore verso Dio e verso gli uomini.
RETI SOCIALI: COMUNITÀ
UMANE?
Molti di noi hanno un computer perché piace navigare in internet.
Qualcuno usa un buon smartphone o un iphone per farlo oppure un tablet. A molti
piace avere una rete sociale come Facebook. Purtroppo appare una moda averlo,
quasi come la chat di whatsapp un'applicazione di messaggistica istantanea appartenente
al gruppo Facebook Inc.
Fare uso dei social è una cosa buona se si usano con scienza e
coscienza. In questi ultimi mesi, molti dei nostri terziari sono stati
richiamati all’uso sano di Facebook e non come un luogo di pettegolezzo dove il
diavolo opera nella falsità e nella divisione.
La giornata sulle comunicazioni sociali che abbiamo celebrato il 2
giugno, ci ha portato a investire sulle relazioni. Il Papa ci ha guidato con un
suo messaggio attraverso questo slogan: «“Siamo membra gli uni degli altri” (Ef
4,25). Dalle social network communities alla comunità umana», uno slogan che ci
permette di scoprire il lato positivo dei social. Infatti, “la comunità come
rete solidale richiede l’ascolto reciproco e il dialogo, basato sull’uso
responsabile del linguaggio”.
Certamente i social non sono in automatico delle comunità, in
particolare quando deturpano, sfregiano la comunità; quando l’identità si fonda
sulla contrapposizione nei confronti dell’altro, su ciò che divide, anziché su
ciò che unisce; quando incoraggia l’autoisolamento, l’individualismo sfrenato,
fomentando spirali di odio o alimentando identità disumane fino ad arrivare al
cyberbullismo etc.
Urge l’urgenza di recuperare quella responsabilità verso gli altri
anche quando siamo in rete online! Il messaggio per la Giornata delle
Comunicazioni Sociali 2019, ci chiede di rafforzare i nostri legami, passando
da relazioni che si possono cancellare con un clic alla bellezza di costruire
comunità di vita vere, nella continua imitazione di Dio: comunità perfetta di
amore.
Licata,
Ricorrenza della sepoltura di S. Angelo martire carmelitano
Il 5 maggio scorso, presso il Santuario Diocesano di Sant’Angelo di
Licata, durante la concelebrazione eucaristica della solennità del patrono
della città, Sant’Angelo martire carmelitano, il M.R.P. Roberto Toni O. carm, Priore
Provinciale della Provincia Italiana, unitamente, al M.R.P. Joseph Saliba
O.car., Priore Provinciale della Provincia di Malta,a Don Gerlando Montana Lampo, Vicario Foraneo
di Licata in qualità di rappresentante del Vescovo della Diocesi di
Agrigento S.E. Card. Francesco Montenegro, e tutto il Clero
concelebrante, hanno dato avvio all’anno di preparazione dell’VIII centenario
del martirio del Santo Patrono di Licata.
Durante la cerimonia, la Dott.ssa Giovanna Brizi, Postulatrice
Generale dell’Ordine Carmelitano e, l’Ing. Giacomo Vedda, ideatore del logo da
utilizzare per l’VIII centenario del martirio del santo, hanno consegnato, come
gesto simbolico, due arazzi da esporre ad indicazione del Giubileo Carmelitano,
uno destinato al Sindaco ed al parroco della Chiesa parrocchiale di Sant’Angelo
Muxaro, l’altro,al Sindaco e al Rettore
del Santuario di Sant’Angelo di Licata. Gesto simbolico ma denso di significato
per l’Ordine Carmelitano che si appresta a festeggiare la figura di uno dei
Padri del Carmelo, e nello stesso tempo a riscoprire le proprie origini in
virtù del prossimo Giubileo Carmelitano.
All’avvenimento, oltre ad essere presenti le massime autorità civili e
militari della città di Licata e di Sant’Angelo Muxaro, erano presenti, su
invito del Terz’Ordine Carmelitano locale anche le delegazioni delle
Confraternite religiose cittadine, nonché le associazioni culturali devote al
santo patrono e protagoniste della processione dello stesso per le vie della
città.
Significativo e denso di spirito fraterno è stato il momento di
aggregazione con il quale l’Ordine Carmelitano rappresentato dai Priori
Provinciali di Italia e Malta, unitamente al Terz’Ordine Carmelitano di Licata,
hanno potuto condividere, momenti di preghiera e unità spirituale, attraverso
la celebrazione dei “Vespri solenni” del quattro maggio, la solennità del
cinque culminata con la processione dell’Urna per le vie cittadine accompagnata
dai Frati, dal Clero, dalla Postulatrice dell’Ordine, dal Terz’Ordine
Carmelitano e dalle autorità civili e militari, ed inoltre il momento
conclusivo dei festeggiamenti religiosi del sei, con il Te Deum di
ringraziamento e la riposizione del Santo nella propria Cappella.
A conclusione della festività religiosa e civile ci si proietta
adesso, al prossimo Giubileo Carmelitano indetto da S.E. Card. Francesco
Montenegro, arcivescovo di Agrigento per l’anno 2020 – 2021, che vede come
protagonisti principali, i carmelitani di tutto il mondo ricongiungersi,
insieme a tutti i fedeli e i devoti del Carmelo,alla figura di uno dei primi martiri
dell’Ordine Carmelitano, con la speranza che non sia un punto di arrivo ma un
punto di partenza per quanti vogliano riscoprire la virtù principale
dell’Ordine, quale, il vivere in “Ossequio a Gesù Cristo”.
Giuseppe Caci
S. FELICE DEL BENACO, 25/26
MAGGIO,RITIRO SPIRITUALE FRATERNITE
ZONA NORD
Nell’amena e suggestiva cornice del Lago di Garda – sulla sponda
bresciana del Benaco – e più precisamente a S. Felice, sorge uno dei più bei
santuari carmelitani d’Italia.
Nei suoi pressi una Casa di accoglienza ha offerto ai terziari,
provenienti da alcuni sodalizi dell’ E/R, l’ospitalità per una due giorni di
ritiro spirituale, vissuto all’insegna della comunione fraterna e del desiderio
di accrescere la propria formazione interiore.
Guidati dall’Assistente zonale, Padre Alberto de’ Giuli, dalla
Vicepresidente provinciale, Anna Cappi, e dalla Moderatrice zonale, Sara
Fiorenza, dopo essere partititutti
assieme da Bologna, i terziari hanno potuto godere dei gradevoli e luminosi
ambienti che si affacciano sia sugli antichi chiostri e sulle logge affrescate,
che sulle verdi sponde - digradanti verso il lago – gustando il silenzio e il
raccoglimento di un luogo davvero unico.
Il programma concordato prevedeva sia momenti di preghiera comune
(recita del S. Rosario) che liturgica, attraverso la partecipazione alle Sante
Messe che si celebrano nell’antico Santuario del XV secolo, sia momenti di
riflessione personale e meditazione guidata.
Due i temi principali attorno a cui si è incentrata la catechesi dell’
Assistente: la spiritualità di S. Maria Maddalena de’ Pazzi, di cui proprio il
25 maggio la Chiesa celebra la memoria, e – come proposto dalla scheda del mese
– la figura della Vergine Maria, quale giovane donna attenta all’ascolto di Dio
e della sua parola.
Nel corso dei momenti formativi i presenti hanno avuto modo di
confrontarsi fra loro e con Padre Alberto, per cogliere a pieno quanto veniva
proposto. E se da un lato è emersa ancora una volta la grandezza e la
profondità spirituale di una delle più celebri figure del Carmelo, a cui ( vale
la pena di sottolinearlo) è intitolata la zona del Centro-Nord, d’altro canto
l’approfondimento di una delle più note pagine del Vangelo di Luca (Lc 1,26-38)
permetteva di cogliere la bellezza e l’integrità spirituale della giovane
Maria, la piena di Grazia (Miriam = “amata da Dio”), capace di accogliere con
quel suo “sì”, pronunciato con umiltà e fede esemplari, il nuovo, straordinario
e inaudito, progetto di vita, che Dio le stava affidando.
Nel tardo pomeriggio di domenica, tutti i terziari, rinfrancati da
questi momenti di spiritualità condivisa, sono rientrati nelle proprie
rispettive città, grati al Signore e alla B.V. del Carmine, portando con sé non
solo il ricordo dei bei momenti trascorsi assieme, ma anche l’affetto dei
confratelli e delle consorelle di S. Felice con cui avevano avuto la
possibilità di vivere questi momenti di crescita interiore, uniti dal comune
carisma carmelitano.
SCHEDA VERSO LA SANTA
MONTAGNA: IL DISCEPOLO CHE GESÙ AMAVA
In questo mese di giugno ci soffermiamo sul “discepolo amato” da Gesù.
Non voglio subito identificarlo, perché credo che l’identificazione non spetta
all’esegeta, al biblista ma al cuore del discepolo.
Sì, ognuno può essere il
discepolo amato da Gesù. Dipende solo dal tipo di relazione, da come poggio il
mio cuore sul Suo Cuore.